Inserito da: step9 | Luglio 15, 2008

Sant’Agostino

Riporto qui il capitolo 12 dell’enciclica Spe Salvi, uno dei pezzi più belli e, come dice Benedetto, più “performativi”.

Desideriamo in qualche modo la vista stessa, quella vera,  che non venga poi toccata neppure dalla morte; ma allo stesso tempo non conosciamo ciò verso cui ci siamo spinti. Non possiamo cessare di protenderci verso di esso e tuttavia sappiamoo che tutto ciò che possiamo sperimentare o realizare non è ciò che bramiamo. Questa “cosa” ignota è la vera speranza che ci spinge e il suo essere ignota è, al contempo, la causa di tutte le diperazioni come pure di tutti gli slanci positivi o distruttivi verso il mondo autentico e l’autentico uomo. La parola “vita eterna” cerca di dare un nome a questa sconosciuta realtà conosciuta. Necessariamente è una parola insufficiente che crea confusione. “Eterno”, infatti, suscita in noi l’idea dell’interminabile, e questo ci fa paura; vita ci fa pensare alla vita da noi conosciuta, che amiamo e non vogliamo perdere e che, tuttavia, è spesso allo stesso tempo più fatica che appagamento, cosicchè mentre per un verso la desideriamo, per l’altro non la vogliamo. Possiamo soltanto cercare di uscire con nostro pensiero dalla temporalità dalla quale siamo prigionieri e in qualche modo presagire che l’eternità non sia un continuo susseguirsi di giorni di calendario, ma qualcosa come il momento colmo di appagamento, in cui la totalità ci abbraccia e noi abbracciamo la totalità. Sarebbe il momento  dell’immergersi nell’oceano dell’infinito amore, nel quale il tempo, il prima e il dopo non esiste più. Possiamo soltanto cercare di pensare che questo momento è la vita ins enso pieno, un sempre nuovo immergersi nella vastità dell’essere, mentre siamo semplicemente sopraffatti dalla gioia. Così lo esprime Gesù nel vangelo di Giovanni. “Vi vedrò di nuovo” e il vostro cuore si rallegrerà e nessuno vi potrà togliere la vostra gioia. Dobbiamo pensare in questa direzione, se vogliamo pensare a che cosa mira la speranza cristiana, che cosa aspettiamo dalla fede, dal nostro essere con Cristo.


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